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Desperate Surfer's Wife

  >  Storie DSW   >  Esplora   >  UNA TERRA MAGICA, LA SICILIA ETNEA

C’ERA UNA VOLTA, IN UN’ERA LONTANA LONTANA…

L’Etna ha una storia che nasce da eruzioni e sconvolgimenti tellurici dell’Era quaternaria – 500.000 anni fa e spiccioli – ed oltre 130 eruzioni in portfolio. Detto questo, con i suoi 3.350 metri d’altezza, non solo vanta il primato di vulcano più alto ed attivo d’Europa, ma anche una lista infinita di leggende legate al suo fascino intramontabile.

Quella che preferisco riconduce agli anni pensionistici di Rè Artù, quando sconfitto in un’epica battaglia dal figlio traditore, Mordred, fu portato in salvo da Morgana: madre di Mordred, sorellastra di Artù, nonché maga –  ed ancora ci stupiamo delle trame psicotiche di Netflix…

ARTÚ, MORGANA E L’ESILIO ETNEO

Comunque, Artù è sconfitto ed indebolito, Morgana gli vuole bene e magari si sente pure in colpa per la vergognosa progenie, quindi lo trae in salvo e lo porta sull’Etna. Scopo principale dell’escursione: rinsaldare Excalibur, la mitica spada che durante la battaglia si è spezzata in due.

Grazie alle fiamme millenarie del vulcano, la leggendaria lama riacquista la sua forma originaria e l’antico splendore. A questo punto, Artù può ritenersi soddisfatto e crede di essere pronto per la dipartita terrena. Si addormenta tra gli antri della montagna, in attesa che la mano divina lo aiuti ad assurgere ad altre dimensioni.

La notte trascorre senza interventi provvidenziali, ed il Re bretone si sveglia in quello che sembra un Paradiso in terra: cielo azzurro, in lontananza mare turchese, vallate rigogliose, frutti succosi e nessun figlio vendicativo all’orizzonte.

Guardatosi attorno, Artù pensa di potersi godere una meritata pensione, e comunica al Signore di averci ripensato e di voler invecchiare, ulteriormente, in quella terra benedetta. Le sue preghiere vengono esaudite e lui si sistema in un castello dalle sette meraviglie: pareti di cristallo, vegetazione lussureggiante, arredamento royal-chic.

Ci si trova così bene, che prende l’Etna come fissa dimora, arrivando fino ad oggi. Quando di tanto in tanto, sente nostalgia per le nebbiose brughiere inglesi, si ritaglia un weekend e fa visita all’amata Britannia. I particolari sul mezzo di trasporto che utilizzerebbe non ci sono dati da sapere!

COMPAGNI INSEPARABILI

Queste vacanze saltuarie non piacciono al vulcano, che borbotta nervoso, eruttando lava e spaventando i paesi limitrofi con terremoti ed infuocati lapilli.

Gelosie da vulcano siculo 🙂 Per fortuna, Artù torna sempre all’ovile, placando i nervosismi tellurici della montagna infuocata, che però, rimane costantemente all’erta.

L’OCCHIO  VIGILE DI UN GIGANTE CHE MAI DORME

Avete fatto caso che l’Etna è perennemente dominato da un pennacchio di fumo?

Come a dire: non vi fidate di me, perché sonnecchio ma mai dormo.

Camminando per le verdi valli circostanti, arrampicandomi su per un cratere laterale, questo vulcano mi è proprio sembrato un colosso assopito, ma che con un occhio scruta vigile l’orizzonte.

Verrebbe da chiedersi, perché ostinarsi a vivere alle pendici e nei dintorni di un gigante così mortalmente pericoloso? La prima risposta che a me verrebbe  spontanea è, la bellezza. I paesaggi etnei sono meravigliosi: il buon vecchio Artù aveva perfettamente ragione.

Quando ci si trova circondati da una Natura così potente, la prima sensazione è quella di incommensurabile fragilità, per poi far spazio ad un’incredula serenità.

Facendo la giravolta su te stesso, hai tutti gli elementi lì, a portata di vista: il fuoco primordiale, l’aria frizzantina, il mare seducente, la terra grassa e fertile.

E qui, veniamo alla motivazione più tangibile: il terreno è incredibilmente ricco e munifico.

UNA TERRA RICCA E GENEROSA

Nei secoli, le eruzioni che si sono succedute, hanno si provocato la morte del microcosmo circostante, ma al tempo stesso, la lava e la cenere che tutto coprono, rilasciano nutrienti e sali minerali indispensabili per lo sviluppo della flora.

Le piante sotterrate al passaggio delle colate, si sono trasformate in prezioso fertilizzante, che ha permesso alla vegetazione futura di prosperare.

Scrivendo queste righe mi fermo a pensare, e sorrido davanti alla sensazione che tutta la meraviglia della Natura sia proprio qui: dalle ceneri ai virgulti, dalla morte alla rinascita.

Pistacchieti, vigneti, oliveti, noccioleti, frutteti a perdita d’occhio, il tutto a costruire una fitta trama di biodiversità,  prospera e multicolore.

 

PERDETE OGNI SPERANZA, O VOI VERTIGINOSI

La nostra parentesi Etnea è durata quattro giorni, tra Rovittello, Castiglione di Sicilia e poi su a 1920 metri, il punto più alto raggiungibile in auto privata, dopodiché ci sarebbe la funivia, mezzo di trasporto che non annovero tra i miei preferiti.

Vi dirò francamente che per il gusto della scoperta sono pronta a superare vertigini ed insensate paure, in realtà siamo arrivati agli impianti di risalita fuori orario limite!

Sono sicura che voi sarete più diligenti e saprete pianificare al meglio spostamenti ed orari 🙂 e visto che io sono bravissima a consigliare e pessima a razzolare, vi suggerisco Sicily Into Nature. La gentilezza di Paolo – guida specializzata in escursioni sull’Etna –  l’abbiamo testata a fronte di una telefonata chilometrica nella quale Emanuele si è scatenato in domande a 360°.

Alla fine dei conti, nessuna escursione organizzata, ma grande rispetto per la preparazione e disponibilità!

LA MONTAGNA METTE FAME…

By  the way, visto che era tardi per ulteriori esplorazioni, ci siamo accomodati con le zampe sotto al tavolo, non appena la cucina del Rifugio Sapienza ha dato il via alle danze serali.

I prezzi non sono del tutto popolari, ma tanto dalle pendici alla sommità, ci siamo resi conto che l’Etna è tutto, tranne che economico.

Però, abbiamo mangiato dignitosamente e velocemente, nonostante la sala fosse già pressoché piena di affamati – come noi – veri escursionisti – diversamente da noi.

TIME TO GO

Il weekend si avvicinava a grandi passi e noi ci allontanavamo da una zona decisamente ad alto tasso di turismo, soprattutto di sabato e domenica.

Devo ammettere che, per quanto preferisca i luoghi isolati ed i confortanti silenzi, aver visto tante famiglie munite di biciclette, pranzi al sacco e briosi bambini, mi ha trasmesso una calda sensazione di umanità, lontana da schermi e divani.

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